Raffaele Fitto a Roma Europea: “L’UE deve diventare più veloce, flessibile e capace di decidere”
Raffaele Fitto, Vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alla Coesione e alle Riforme, è stato protagonista di un nuovo appuntamento del ciclo di incontri promosso da Roma Europea presso la Fondazione Villa Maraini.
Nel corso del confronto, Fitto ha offerto una riflessione ampia sul futuro dell’Unione Europea, soffermandosi sulle sfide geopolitiche, economiche e sociali che stanno ridefinendo il ruolo delle istituzioni europee e il rapporto con gli Stati membri.
«Viviamo una fase molto complessa», ha spiegato, evidenziando come gli strumenti decisionali costruiti in un contesto più stabile si trovino oggi a confrontarsi con un mondo caratterizzato da cambiamenti rapidi e crisi sempre più frequenti. Dalle tensioni internazionali che interessano le principali rotte energetiche globali fino alle nuove esigenze di sicurezza e competitività, secondo Fitto l‘Europa è chiamata a dotarsi di meccanismi più flessibili ed efficaci per rispondere alle emergenze e alle trasformazioni in atto.
La capacità decisionale dell’Unione Europea
Uno dei passaggi centrali del suo intervento ha riguardato il tema della capacità decisionale dell’Unione Europea. «La complessità dei processi decisionali spesso non consente la rapidità necessaria nell’esecuzione delle scelte», sottolineando la necessità di una governance più snella e di strumenti in grado di adattarsi velocemente ai mutamenti dello scenario internazionale.
Tra gli esempi citati, Fitto ha richiamato anche le recenti tensioni internazionali che interessano lo Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi energetici mondiali. Situazioni di questo tipo, evidenziano quanto l’Europa debba essere in grado di reagire rapidamente a shock esterni che incidono direttamente sulla sicurezza energetica, sull’economia e sulla competitività del continente. Da qui la necessità di una maggiore flessibilità, efficacia e semplificazione nei processi decisionali europei.
Guardando al futuro, Fitto ha richiamato l’appuntamento del 2027, quando ricorreranno i settant’anni dei Trattati di Roma. Un anniversario che rappresenterà non soltanto una celebrazione storica, ma anche un’occasione per riflettere sull’architettura istituzionale dell’Unione Europea e sul rapporto tra Bruxelles e gli Stati membri.
La politica di coesione come opportunità
Ampio spazio è stato dedicato alla politica di coesione, definita da Fitto come uno degli strumenti più importanti, ma spesso meno conosciuti, dell’azione europea. In vista della definizione del quadro finanziario pluriennale 2028-2034, il Vicepresidente della Commissione ha evidenziato la necessità di costruire un bilancio europeo capace di rispondere alle nuove sfide strategiche del continente.
In questo quadro la Commissione europea sta lavorando a una strategia che consenta una maggiore flessibilità nell’utilizzo delle risorse disponibili, adattando gli strumenti finanziari alle nuove esigenze emerse negli ultimi anni rispetto allo scenario originariamente immaginato durante la fase post-pandemica. Tra le nuove priorità individuate figurano la difesa, la gestione delle risorse idriche, le politiche per la casa, la competitività e l’energia.
Fitto ha inoltre richiamato l’attenzione sulle difficoltà che ancora oggi rallentano la capacità di trasformare rapidamente le risorse disponibili in investimenti concreti. Da qui la scelta della Commissione europea di puntare con decisione sulla semplificazione amministrativa. «Per la prima volta esiste una delega specifica alla semplificazione», ha ricordato, indicando nella riduzione della frammentazione dei programmi e nella razionalizzazione degli strumenti finanziari una delle principali direttrici di riforma.
L’esperienza del PNRR
Un capitolo significativo è stato dedicato al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Fitto ha ricordato come il PNRR rappresenti un passaggio storico per l’Unione Europea, essendo nato attraverso l’emissione di debito comune europeo. Un’esperienza che, secondo il Vicepresidente della Commissione, ha prodotto risultati significativi per l’Italia. A sostegno di questa valutazione ha richiamato le analisi di BCE, Banca d’Italia, OCSE e Fondo Monetario Internazionale, che hanno evidenziato il contributo positivo del PNRR alla crescita economica e alla modernizzazione del Paese. Questa esperienza oggi richiede un aggiornamento capace di tenere conto delle nuove condizioni economiche e geopolitiche.
Le sfide del futuro: mercato e demografia
Guardando alla prossima programmazione finanziaria europea, Fitto ha illustrato la struttura su cui si sta sviluppando il confronto per il bilancio 2028-2034. Tra i pilastri individuati figurano il programma nazionale e regionale di partenariato, destinato a semplificare e coordinare l’utilizzo delle risorse; il capitolo dedicato alla competitività, finalizzato a rafforzare il mercato interno europeo, che conta oltre 450 milioni di cittadini ma continua a presentare numerose barriere; e la dimensione esterna, attraverso il programma Global Europe, pensato per consolidare il ruolo dell’Unione nello scenario internazionale e rafforzarne la capacità competitiva nei confronti delle altre grandi aree economiche del mondo.
Un’altra grande sfida indicata da Fitto riguarda la demografia. Mentre vaste aree interne, rurali e insulari continuano a perdere popolazione, circa due terzi degli europei vivono oggi nelle aree urbane. Una trasformazione che impone nuove politiche per la mobilità, i trasporti, l’accesso ai servizi e la qualità della vita nelle città. In questo contesto il Vicepresidente della Commissione ha richiamato il ruolo strategico che i centri urbani saranno chiamati a svolgere nel prossimo ciclo di programmazione europea, anche attraverso strumenti dedicati e una maggiore attenzione alle politiche urbane integrate.
In questo contesto assume particolare rilevanza il principio del “Right to Stay”, il diritto per ogni cittadino di poter scegliere liberamente se restare a vivere nel proprio territorio senza essere costretto a trasferirsi per mancanza di opportunità. Una prospettiva che dovrà rappresentare uno degli assi portanti della futura politica di coesione europea.
Competitività e autonomia
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema della competitività europea e della transizione ecologica e del Green Deal europeo. Pur condividendo gli obiettivi della sostenibilità ambientale, ha sottolineato la necessità di riflettere sulle modalità e sui tempi di attuazione delle politiche europee, affinché la transizione non finisca per mettere sotto pressione il sistema produttivo e industriale europeo. Una riflessione che investe più in generale il modello di governance e la capacità dell’Europa di accompagnare il cambiamento senza perdere competitività.
Nelle conclusioni Fitto ha ribadito la necessità di rafforzare la dimensione europea nell’affrontare le grandi questioni contemporanee. Dalla sicurezza energetica alla competitività industriale, fino alle sfide geopolitiche globali, l’obiettivo deve essere quello di costruire una maggiore autonomia strategica europea e superare le dipendenze che negli ultimi anni hanno mostrato tutti i loro limiti, a partire dalle conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina. In questa prospettiva assumono un ruolo centrale il Mediterraneo e l’Africa, aree con cui l’Europa e l’Italia sono chiamate a costruire relazioni sempre più solide e strategiche per affrontare le trasformazioni del nuovo scenario internazionale.
Una sfida che passa attraverso una maggiore capacità decisionale, una governance più efficace e una visione comune capace di coniugare crescita, sicurezza e coesione sociale.
Chi è Raffaele Fitto
Raffaele Fitto è Vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alla Coesione e alle Riforme. Ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali, tra cui Presidente della Regione Puglia, Ministro della Repubblica ed eurodeputato. Dal 2022 al 2024 è stato Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR. Oggi è tra i principali protagonisti delle politiche europee per lo sviluppo, la competitività e la coesione territoriale dell’Unione Europea.
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