Il rapporto tra Italia e Cina, le prospettive dell’economia cinese, l’innovazione tecnologica e il ruolo della cooperazione internazionale in uno scenario geopolitico sempre più complesso sono stati al centro dell’incontro organizzato da Fondazione Roma Europea, che ha ospitato, presso il Reale Circolo Canottieri Tevere Remo Li Xiaoyong, Incaricato d’Affari ad Interim dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia.

Un confronto dedicato ai rapporti tra Oriente e Occidente, nel quale il rappresentante diplomatico cinese ha delineato la visione di Pechino sulle principali trasformazioni economiche e internazionali, sottolineando la necessità di rafforzare il dialogo tra i popoli e la collaborazione tra le due economie.

Italia e Cina, un rapporto fondato sulla cooperazione

Aprendo il suo intervento, Li Xiaoyong ha evidenziato come Italia e Cina condividano un patrimonio storico e culturale unico, capace ancora oggi di rappresentare un punto di forza per sviluppare nuove opportunità di collaborazione.

Secondo il diplomatico, entrambi i Paesi sono eredi di grandi civiltà che hanno contribuito allo sviluppo della cultura mondiale e che oggi possono trasformare questa eredità in un vantaggio competitivo, favorendo nuovi scambi economici, tecnologici e culturali.

Un rapporto già consolidato anche attraverso il mondo dell’istruzione: sono infatti oltre 50.000 gli studenti cinesi che scelgono l’Italia per la propria formazione, testimonianza di un legame che continua a rafforzarsi anche tra le nuove generazioni.

L’economia cinese tra stabilità, innovazione e apertura internazionale

Nel corso dell’incontro, Li Xiaoyong ha illustrato l’attuale fase di sviluppo dell’economia cinese, riconoscendo che i ritmi di crescita non sono più quelli di vent’anni fa, ma sottolineando come la Cina continui a distinguersi per alcuni elementi strutturali.

Tra questi ha indicato innanzitutto la stabilità economica, accompagnata da un forte investimento nell’innovazione scientifica e tecnologica.

Il Governo cinese, ha spiegato, sta concentrando le proprie risorse in settori strategici come intelligenza artificiale, informatica quantistica, circuiti integrati, robotica, aerospazio e fusione nucleare, considerati fondamentali per sostenere una crescita di alta qualità.

A questi si aggiungono il dinamismo del sistema produttivo, favorito da politiche orientate alla flessibilità delle imprese, e una crescente apertura, integrazione, verso il mercato internazionale.

“La Cina non vuole essere soltanto la fabbrica del mondo, ma un motore della crescita mondiale.”

Un mercato sempre più aperto agli investimenti esteri

Nel delineare la strategia economica cinese, Li Xiaoyong ha ricordato anche le recenti misure adottate per favorire gli scambi internazionali.

Tra queste, l’estensione dell’esenzione dal visto per i cittadini di numerosi Paesi e la volontà di facilitare ulteriormente l’accesso delle imprese straniere al mercato cinese, sostenuta anche dalla solidità delle riserve valutarie del Paese.

Secondo il diplomatico, la Cina punta a rafforzare il proprio ruolo di grande mercato globale, incentivando consumi interni e nuove opportunità di investimento.

Le sfide internazionali e il valore del dialogo

Ampio spazio è stato dedicato anche all’attuale scenario geopolitico.

Li Xiaoyong ha descritto il contesto internazionale come “complesso e frammentato”, sottolineando tuttavia alcuni segnali di distensione nelle principali aree di crisi.

Tra gli elementi evidenziati figura la capacità della Cina di mantenere la propria resilienza anche in presenza delle tensioni internazionali che interessano le principali rotte energetiche (il riferimento è al blocco del Canale di Hormuz), grazie anche al crescente sviluppo delle energie rinnovabili, che rappresentano ormai una quota molto significativa della produzione energetica nazionale, circa il 70%.

Sul piano della politica estera, il rappresentante dell’Ambasciata ha ribadito l’impegno della Cina nel promuovere un approccio fondato sul dialogo, sulla cooperazione e sulla ricerca di soluzioni diplomatiche alle controversie internazionali.

“Dobbiamo essere amici e risolvere così i problemi”, ha affermato, riconoscendo come questo obiettivo sia oggi sempre più difficile ma anche sempre più necessario.

Lo spirito della Via della Seta come modello di cooperazione

Nel suo intervento, Li Xiaoyong ha richiamato anche il significato storico della Via della Seta, definendola non soltanto una rotta commerciale, ma un simbolo di pace, dialogo e scambio tra civiltà.

Secondo il diplomatico, proprio quello spirito può rappresentare ancora oggi un modello utile per affrontare le grandi sfide globali, in un momento caratterizzato da tensioni geopolitiche, protezionismo economico e crescente instabilità internazionale.

Italia e Cina, ha osservato, condividono inoltre il sostegno al ruolo delle Nazioni Unite e alla centralità del dialogo multilaterale come strumento per la risoluzione delle controversie, opponendosi alle logiche di contrapposizione e ai conflitti.

Verso il futuro

In conclusione, guardando al futuro dei rapporti bilaterali, “sono certo che il rapporto tra Cina e Italia continuerà a rafforzarsi”, nella convinzione che cooperazione, innovazione e dialogo rappresentino oggi le basi più solide per affrontare insieme le sfide del futuro.


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