La Rai non è soltanto televisione. Non è solo il Festival di Sanremo, il racconto politico o il terreno quotidiano dello scontro mediatico. È soprattutto una delle più grandi infrastrutture culturali e industriali italiane, capace di raccontare il Paese a sé stesso e al mondo, sostenendo l’intera filiera dell’audiovisivo nazionale. Una realtà che dovremmo sempre difendere.

È questo il messaggio emerso dall’intervento di Giampaolo Rossi, Amministratore Delegato della Rai – Radiotelevisione Italiana, manager e figura di riferimento nel panorama del servizio pubblico italiano, intervenuto nel corso del ciclo di incontri della Fondazione Roma Europea, presso il Circolo Canottieri Aniene. Un confronto ricco di spunti, dedicato al ruolo della Rai nell’epoca della trasformazione digitale e delle nuove piattaforme.

La Rai tra racconto mediatico e realtà industriale

Secondo Rossi, la Rai vive oggi una duplice interpretazione. Da una parte c’è la narrazione pubblica legata al gossip politico, alle polemiche e alle dinamiche del dibattito mediatico. Dall’altra, invece, esiste una realtà aziendale che fuori dai confini italiani viene riconosciuta come un’eccellenza europea.

La Rai è uno dei quattro principali broadcaster pubblici europei”, ha sottolineato Rossi, ricordando come il servizio pubblico italiano operi con risorse inferiori rispetto ai competitor internazionali, anche a causa del canone più basso d’Europa, fermo a 90 euro.

Nonostante questo, la Rai continua a mantenere una struttura produttiva estremamente ampia, con numerosi canali televisivi, radiofonici e digitali, oltre a una piattaforma come RaiPlay, considerata uno dei casi studio più avanzati nel panorama del broadcasting pubblico europeo.

RaiPlay e l’innovazione digitale

Uno dei punti centrali dell’intervento ha riguardato proprio il percorso di trasformazione digitale intrapreso dall’azienda.

La Rai sta cercando di diventare una vera digital media company”, ha spiegato Rossi, parlando di un piano industriale costruito per modernizzare l’azienda, innovarne i linguaggi e renderla sempre più competitiva nello scenario contemporaneo.

In questo percorso, RaiPlay rappresenta uno degli strumenti strategici principali: una piattaforma digitale capace di integrare informazione, fiction, cinema, intrattenimento e contenuti originali, mantenendo viva la funzione pubblica del servizio radiotelevisivo.

Il ruolo della Rai nell’industria audiovisiva italiana

Per Rossi, il valore della Rai non riguarda esclusivamente l’aspetto editoriale, ma anche la sua funzione industriale ed economica.

La Rai, infatti, produce in Italia con produttori italiani, contribuendo a sostenere il cinema, la serialità, il documentario e l’intrattenimento nazionale. Da produzioni internazionali come “L’Amica Geniale” fino al ritorno di grandi progetti come “Sandokan”, il servizio pubblico continua a esportare contenuti italiani nel mondo, rafforzando il racconto culturale del Paese.

“La Rai consente all’Italia di raccontarsi, sia verso sé stessa sia all’esterno”, ha osservato Rossi, evidenziando come il servizio pubblico rappresenti ancora oggi uno dei principali motori culturali nazionali.

Lo sport e il valore democratico del servizio pubblico

Un altro tema centrale affrontato riguarda il ruolo della Rai nello sport.

Negli ultimi quattro anni il servizio pubblico ha investito oltre un miliardo di euro nei diritti sportivi e nella copertura degli eventi, mantenendo vivo un settore strategico che in molti altri Paesi europei è ormai quasi totalmente affidato ai broadcaster privati.

Questo rappresenta un elemento distintivo del modello Rai e della sua funzione democratica: garantire l’accesso universale ai grandi eventi sportivi e culturali, preservando il valore pubblico dell’informazione e dell’intrattenimento.

Il servizio pubblico tra identità, lavoro e innovazione

Nel corso del suo intervento, Rossi ha ribadito anche l’importanza del contratto di servizio che definisce gli obblighi della Rai nei confronti dei cittadini: dalla produzione di contenuti nelle lingue minoritarie alle testate regionali, fino alla diffusione culturale e informativa sul territorio nazionale.

“Per capire davvero cosa sia la Rai non bisogna guardare solo il Festival di Sanremo, ma il dietro le quinte del Festival. Bisogna guardare le centinaia di tecnici, operatori, giornalisti e professionisti che rendono possibile ogni giorno questo grande racconto collettivo del Paese”.

Una realtà produttiva, culturale e occupazionale che oggi, dopo anni complessi, torna anche a registrare un bilancio in utile, segnale di un percorso di riorganizzazione e rilancio industriale che punta a rafforzare il ruolo della Rai nel futuro dei media europei.

Chi è Giampaolo Rossi

Giampaolo Rossi è attualmente Amministratore Delegato della Rai – Radiotelevisione Italiana. Con una lunga esperienza nel settore dei media, della comunicazione e della transmedialità, ha ricoperto ruoli di vertice all’interno della Rai, di Rai Pubblicità e di Confindustria Radio Televisioni.

Nel corso della sua carriera si è occupato di innovazione dei linguaggi, formazione e comunicazione strategica, contribuendo allo sviluppo dell’offerta digitale del servizio pubblico italiano e alla trasformazione della Rai nell’era delle piattaforme e dei nuovi media.



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